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ITINERARIO 2

Aosta – Colle del Piccolo San Bernardo 2188 m

Distanza: 56 km (solo andata), passando per il Colle San Carlo

Tempo di percorrenza: 1 ora e mezza circa (solo andata)

Punto di ritiro e consegna auto: Bar Euro, Charvensod

Questo suggestivo itinerario parte da Charvensod, a pochi minuti da Aosta e si snoda lungo la SS 26 della Valle d’Aosta. La strada attraversa la città di Aosta fino a Morgex dove consigliamo di svoltare in direzione del Colle San Carlo, noto per le sue bellezze naturalistiche. Qui consigliamo di fare una sosta al Lago d’Arpy, suggestivo lago alpino incastonato in una conca. 

Lungo il percorso

  • Attraversa il Colle San Carlo
  • Gusta e acquista dolci e cioccolato da Chocolat a La Thuile, una pasticceria/cioccolateria gestita dalla famiglia Collomb con 40 anni di esperienza https://www.chocolat-collomb.it/
  • Ammira la natura del Lago d’Arpy, uno specchio d’acqua alpina dalle sfumature verdi e blu intorno al quale potersi rilassare 


la storia

Il Colle del Piccolo San Bernardo è un passo alpino, a 2.188 metri di altitudine, che collega il vallone di La Thuile, in Valle d’Aosta, con la Haute-Tarantaise, in Francia. Il colle è frequentato fin dall’antichità, come testimoniano ancora i numerosi reperti archeologici e storici che vi si trovano, dalla preistoria all’età contemporanea.

Al Colle del Piccolo San Bernardo ogni visita diventa un’esperienza da vivere con il proprio ritmo: a piedi, seguendo sentieri che raccontano secoli di storia, in mountain bike, attraversando pascoli d’alta quota, in moto, tra curve panoramiche che disegnano il paesaggio, oppure in auto, lungo la strada che collega Italia e Francia nei mesi di apertura del valico.
Qui la montagna si apre in spazi ampi e luminosi: praterie alpine, laghi e orizzonti senza confini accompagnano il percorso, mentre il silenzio e la luce d’alta quota rendono ogni sosta parte dell’esperienza. È un luogo in cui il paesaggio invita a rallentare e a osservare, lasciandosi guidare dalle tracce della storia.

Superati gli edifici dell’ex Dogana italiana, tra i prati emergono le prime testimonianze della presenza romana al colle, l’antica Alpis Graia. I resti della mansio orientale raccontano un luogo di passaggio e di sosta, dove viandanti e militari trovavano riparo lungo la Strada Romana delle Gallie.
Camminando tra le strutture, si può immaginare l’organizzazione dell’edificio: le stanze attorno al cortile, il portico, la vita quotidiana di chi attraversava queste montagne già duemila anni fa.
Poco distante, il fanum gallo-romano tempietto forse consacrato ad una divinità celtica, dato l’uso dei Romani di mantenere i culti locali delle popolazioni sottomesse all’impero, testimonia l’incontro tra culture, in un territorio da sempre aperto agli scambi.

A pochi passi, quasi inatteso, si incontra il cromlech: un grande cerchio di 46 pietre che segna la linea di confine tra Italia e Francia.
È una delle testimonianze più antiche del colle, legata a epoche preromane e ancora avvolta nel mistero, capace di suscitare meraviglia e curiosità.
Al Cromlech del Piccolo San Bernardo, se il cielo è limpido, il solstizio d’estate regala un momento di grande suggestione: al calar del sole, l’ombra che scende dalla sella di Lancebranlette entra lentamente nel cerchio di pietre, disegnando forme particolari.

Proseguendo, il percorso incontra un altro edificio di epoca romana, dove il carattere spirituale è ancora più evidente. Qui, tra resti e reperti votivi dedicati a Giove, il colle rivela il suo volto più simbolico: non solo via di passaggio, ma luogo di culto e di significato. Qui furono rinvenuti un busto d’argento di Giove Dolicheno e alcune placchette votive di ringraziamento, reperti oggi conservati nel Museo Archeologico di Aosta.
La presenza della Colonna di Joux racconta la lunga memoria di questi riti, mentre la statua di San Bernardo, che oggi la sovrasta, segna il passaggio dalla tradizione pagana alla spiritualità cristiana.

Al centro del colle si trova l’Ospizio fondato da San Bernardo  nell’undicesimo secolo, luogo che per secoli ha rappresentato un rifugio sicuro per viandanti e pellegrini.
Entrare o sostare nei suoi pressi significa entrare in una storia fatta di passaggi, incontri e ospitalità. Oggi, accanto all’Ufficio Internazionale di Informazioni Turistiche, il museo custodisce e racconta la memoria del Valico, della Valdigne e della Savoia.

Il Colle del Piccolo San Bernardo è un vero museo a cielo aperto, dove ogni epoca ha lasciato un segno.
Dell’età moderna permangono alcune fortificazioni sarde del 1630 mentre testimonianze dell’età contemporanea sono il giardino botanico alpino dell’abate Chanoux, i bunker e i blocchi anti-carro della Seconda Guerra mondiale, le dogane e i posti di controllo di frontiera utilizzati prima del Trattato di Schengen.
Ma è soprattutto l’insieme a rendere unica l’esperienza: la continuità tra natura e storia, tra spazio aperto e testimonianze umane. Un luogo da attraversare con lentezza, lasciandosi sorprendere da ciò che emerge lungo il cammino.



FAQ

Cosa è incluso?

Il tour include il noleggio della Fiat Cabrio elettrica per una giornata ed un cestino con pic nic 

Cosa contiene il cestino?
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Quanto è lungo il percorso?

Il percorso è lungo 55 km (solo andata) con un tempo di percorrenza di un’ora e mezza circa.

La ricarica è inclusa?

La ricarica è inclusa. Troverai il veicolo completamente carico al momento del ritiro. 

Dove posso ritirare e restituire la 500 elettrica?

L’auto potrà essere ritirata e riconsegnata a Charvensod, presso il Bar Euro 

Tariffe

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